venerdì 30 novembre 2018

#La stanza vuota


Ho letto da qualche parte una definizione che mi è piaciuta, per descrivere quella sensazione di vuoto che ogni tanto viene avvertita da noi anziani.
Io la chiamavo il nulla nella testa, ma la definizione che ho letto è ancora più carina: la stanza del nulla.
Questa stanza sarebbe nella nostra mente e secondo colui che scriveva la possiedono solamente i maschi.
Ma io, che sono ben certa della mia ahimè scaduta femminilità sono certa anche di possedere questa stanza: a volte mi ci rifugio volutamente, altre mi trovo dentro prigioniera e le porte sono sbarrate: sono i momenti di smarrimento, momenti in cui tutto sfugge. in quei momenti vorrei scrivere un racconto, qualche poesia... vorrei ricordare un viaggio o cosa facevo quando ero piccina... ma non arriva niente. 
Sono chiusa nella stanza vuota, la stanza del nulla.
Ma ho imparato ad approfittarne per rilassarmi e sempre, almeno per adesso, dopo un po' le porte si aprono e piano piano fluiscono i ricordi.
Non so se sono loro che entrano nella stanza o sono io che ne esco!

domenica 25 novembre 2018

Un libro

Ho sempre desiderio e bisogno di sapere che sul comodino c'è un libro che mi aspetta. Purtroppo non sempre c'è.
In un libro può esserci la magia che ti risveglia, che ti riaccende, che restituisce la capacità di guardare aldilà del grigio, di riconoscere i piccoli segnali di serenità.
Per me, da sempre, avere a portata di mano un libro che "mi prenda" è essenziale per stare bene.
Non importa che sia un capolavoro, ma deve intrigarmi, coinvolgermi...ed essere scritto bene.
Da un libro mi  arrivano gocce di serenità e quasi felicità che sono, in mezzo al grigiore dominante, piccole luci amiche.

Un libro inaspettatamente coinvolgente, "Accendimi" di Marco Presta (si proprio quello del "Ruggito del coniglio!), strano, originale, ben scritto è riuscito a tenermi incatenata, a non farmi addormentare finché non l'ho finito, ieri sera. 
Non l'ho semplicemente letto...l'ho bevuto!
Poi, da ieri mi arrivano gocce di luce da tante altre piccole cose, per esempio una capatina al "Punto A.G.O.P. Gli amici di Aurora" di Malalbergo, fulcro e splendore di questo paesello addormentato che mi ha ricordato quante persone estrose, altruiste, profondamente caritatevoli esistano.

Attimi vitali e rigeneranti come possono esserlo delle gocce d'acqua per un assetato.

martedì 6 novembre 2018

riordinando

Cercando di riordinare un po', e anche cercando vecchi tovaglioli in stoffa perché ho deciso di ridurre l'uso della plastica e della carta al minimo possibile, ho ritrovato vecchie cose, (tovaglioli nemmeno uno), ma soprattutto vecchi quaderni o diari con frasi buttate lì.
Una in particolare mi ha colpito, diceva:
"ho 50 anni - peso 67 chili - sono sola."
La prima reazione è stata di tristezza, di tenerezza verso me stessa. Subito dopo mi sono fatta una risata pensando che nell'abisso in cui ero, matrimonio fallito e corna a dismisura, mi ero preoccupata di scrivere quanto pesavo!!!!
Beh adesso di anni ne ho 78 - peso 70 chili, e sono sola. Ma senza più rancori o sofferenza. 
In pratica pochi cambiamenti, ho solo "qualche" annetto e tre chili in più!
Intanto il sole sta facendo capolino tra le nuvole, non si capisce ancora bene chi vincerà, ma anche un raggio ogni tanto è gradito.

venerdì 2 novembre 2018

Per dormire

Inquietudine . 
Come tutte le sere aspetto che il sonnifero agisca, ma intanto mi agito e frullo nel letto.
Dormo poco, dormo male, ogni posizione ha il suo dolorino, e solo l'amico sonnferino sa regalarmi quelle quattro/sei ore di sonno assoluto. Senza sogni, ma pazienza.
Ma prima di dormire la mia testa ribolle di pensieri sconclusionati: vorrei, non vorrei, se avessi fatto... mille se, forse, non so... a cui si aggiunge l'angoscia di quanto sta accadendo intorno a me, clima impazzito, politica che fa paura, umanità che corre stoltamente verso la rovina....
Di solito mi aiuta e mi distrae la lettura di qualche libro leggero ma ben scritto, un giallo magari, ma stasera non ce l'ho un bel libro da leggere.
Ho provato a scrivere una poesia,un raccontino ma poi ho desistito: in sere come questa riesco solo a lagnarmi.
I social non mi attraggono più, la Tv mi annoia, che fare?
Così sono andata su oggiscrivo a rileggere le poesie mie e degli altri poeti e poi... ho riletto anche i commenti lasciati dagli altri frequentatori del sito. 
Ed è stato un miracolo: il tempo è volato, mi sono persa a leggere e rileggere complimenti e suggerimenti, saluti anche in rima, battute spiritose che mi hanno rasserenato e rilassato, e adesso sto pensando a come fare per salvare tutto, poesie e commenti.
Ma ci penserò domani, 'che adesso ho proprio sonno!
Grazie amici poeti, anche se non saprete mai quanto mi avete aiutato.

domenica 21 ottobre 2018

la vita è una altalena

La vita è un altalena, almeno..la mia vita lo è.
Giorni orribili, come ieri, precedono momenti di ...non so che aggettivo usare: calore, affettività, sintonia, serenità?
Ieri, brutta giornata in generale, ha trovato il suo culmine nel funerale di un'amica di sempre, Lory.
Il dispiacere per la sua morte, il rimorso di averla frequentata poco negli ultimi anni....lo strazio che accompagna sempre un funerale. La tristezza di un funerale anonimo.
Era una delle donne più belle di Bologna, vitale e radiosa e anche geniale. Ma la vita non l' ha premiata, e si è lasciata morire. 
Credevo di non farcela a risollevarmi, ma sapevo anche che c'è un posto, qui in questo paesello, dove avrei potuto guardare in faccia la vita senza rabbrividire: il punto AGEOP " GLI AMICI DI AURORA" di Malalbergo.
Nato da un dolore immenso e mai sanato, la perdita di una figlia, trasformato alchemicamente in un punto dove trionfa il bene, l'altruismo, il calore umano.
E non sono rimasta delusa: Maura e Roberto, così diversi nell'approccio ma così profondamente simili nella bontà e nel calore umano che trasmettono, mi hanno, senza saperlo, medicato le ferite e trasmesso la serenità che si prova nel rendersi conto che esistono persone stupende, che sanno trarre dal dolore la forza e la capacità di alleviare il dolore degli altri.
E ho rinnovato la consapevolezza che esistono persone fantastiche e io ho la fortuna di conoscerne alcune.

lunedì 15 ottobre 2018

Qualcosa di bello

Ho appena letto che, per stare emotivamente bene, bisognerebbe fare ogni giorno qualcosa di bello. Farlo noi, non attendere che accada.
E qui iniziano i problemi: che faccio? Ho finito l'ultimo libro e fino a domani niente. Ed era la cosa più bella che potessi fare.
Una nuova e giovane amica su fb mi consiglia 

Una passeggiata al parco o in centro, a scoprire qualche angolo nascosto, una visita a una mostra, o un museo, una fermata in pasticceria a farsi una coccola con una buona pastina e un caffè con panna... 


Gestire cose che farei sicuramente se:
cose che facevo e farei ancora ben volentieri se:

- non fossi "pericolante" nel camminare, da un po' soffro di vertigini o, comunque mancanza di equilibrio. Proprio la scorsa notte stavo per cadere, la spalliera del letto mi ha salvato ma ho sbattuto su un pomolo di metallo con "sospetta" leggera incrinatura di una vertebra. Comunque ho male.
- non avessi 78 anni (lo so ci sono novantenni attivissime, io NO)
- non vivessi in questo paese dormitorio dove non esistono negozi, o parchi o musei...
- guidassi ancora. Ma dopo una o due cavolate ho deciso di lasciar stare...So di aver fatto bene, ma non credevo che non guidare più mi avrebbe fatto sentire quasi prigioniera.
- non fossi orribilmente, fortemente, convintamente PIGRA!
Mi metto a disegnare, scrivere, guardare la tv? C'è il prof. Broccoli che ammiro e mi fa rivivere i miei anni belli...
Telefonerò qua e là, coccolerò il mio peloso vecchietto e pigro come me, fantasticherò....magari su cosa avrei fatto un ventina di anni fa...certo che UN badante con patente e un po' di cultura aiuterebbe molto (A spasso con Daisy dice niente?)

domenica 14 ottobre 2018

sono viva?

Uffa.
uffa uffa uffa....

Tutti i giorni ci provo, tutti i giorni mi sembra di avere finalmente qualcosa da confidare a questo mio diario, ma poi scrivo, rileggo, ed elimino.
Difficile dire cose interessanti, da ricordare o da tramandare, se non le vivi. Difficile, anche se ti accadono, saperle raccontare bene. 
Saper trasmettere le sensazioni come io le provo.
E questo mi crea grossi problemi, perché scrivere è uno dei modi che mi aiutano ad abbellire, arricchire, far passare il mio tempo. Questi giorni troppo lunghi e troppo vuoti, che  poi corrono veloci: un giorno non passa mai, ma a volte mi accorgo che è passato un mese in un battito di ciglia. 
Pazzia? Demenza?
Un po' di demenza mi sa che stia subentrando: già due volte mi sono accorta che il libro che stavo finendo di leggere...l'avevo già letto, e non da molto.... e rileggendo il mio diario mi sembra di ripetere quasi sempre le stesse cose.
Ma oggi ho deciso di scrivere, bene, male, lagnandomi o scherzando ma scrivere. 
Perché mi piace, perché mi aiuta, perché è l'unica cosa insieme alla lettura che riesce a riempire gradevolmente il mio tempo.
Solo così riesco a sentirmi partecipe alla vita che in questo momento si svolge intorno a me. Ci sono momenti in cui, se non scrivo, se non leggo, mi invade una tremenda sensazione di "non essere", di non stare realmente vivendo, incubo di cui ho già sofferto quando ero più giovane,  nei momenti di leggera depressione.
La vita a volte non mi sfiora, non riesco  e non riuscivo allora a sentirla, a parteciparla. 
Solo leggendo, scrivendo, disegnando un po'  e un tempo anche ascoltando la radio ce la facevo, immergendomi nelle situazioni. 
Quante volte mi sono chiesta, e mi chiedo: esisto? O sono  l'incubo o il sogno di qualcuno?
Oggi che esisto lo so: sono caduta, ho sbattuto contro il pomolo del letto, mi fa male....segno di vita secondo me.
Intanto, intorno a me, lontanissimo o vicino, succedono cose bellissime o terribili. 
La politica inquina gli animi, la voglia di litigare crea presupposti pericolosi. 
Crollano i ponti, si allagano città, la gente si uccide per nulla, bambini muoiono di fame o affogano nella ricerca di un posto migliore per crescere, si semina odio...ma tutto questo rimane pauroso ma lontano.
Mi riportano alla sensazione di vita  le voci dei bimbi, che ridano o piangano o chiamino mamma, i gesti coraggiosi e umani di molti (ai quali viene dato minor risalto che alle buffonate di finanza e politica) il mutare delle stagioni, 

le albe e i tramonti, che guardo ammirata tra le sbarre della finestra (le mie prigioni).

Oggi sono viva, esisto....ma poi, in fondo, a cosa mi serve?

#La stanza vuota

Ho letto da qualche parte una definizione che mi è piaciuta, per descrivere quella sensazione di vuoto che ogni tanto viene avvertita da no...