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venerdì 10 giugno 2016

#ricordo…. quasi tutto(1)

Mi ricordo….e vabbé mi ero ripromessa di non caderci in questa trappola nostalgica, ma come tutti gli anziani eccomi qua: giornata dei ricordi.
Ma l'hanno scatenata i Poeti di oggiscrivo, con le loro appassionate e passionali poesie d'amore. 
E leggendo d'amore, ho ricordato l'amore.
Si, mi ricordo….quasi tutto.
Il primo batticuore, il primo riconosciuto come tale e del quale nessuno ha avuto sentore, nemmeno l'oggetto dei miei palpiti, risale ai tempi di Firenze.

Non sono stata precoce in nessuna mia manifestazione, sento di bambini che si innamorano già all'asilo…io, forse perché ero in collegio dalle suore e di bambini non ce n'erano, il primo batticuore l'ho avuto che ero già alle medie. 

Abitavo, e lui abitava,  nei pressi del Museo Stibbert.
Si chiamava Giuliano, abitava nella casa vicina, passava continuamente avanti e indietro e guardava su, verso la mia finestra. Io sridacchiavo con mia sorella Paola. Fine.
Poi...sognavo, immaginavo, scrivevo poesie…ho sempre avuto questo "vizio" ma tutto finì, senza essere mai iniziato, perché dovemmo cambiare casa e città.
Firenze, dove sono nata, Livorno tante cose ma niente amore, di nuovo Firenze e poi Bologna… la città che ha segnato il mio destino. 
Si,  ho cambiato spesso di casa...
A Bologna, Rastignano per essere più precisi, le cose si fecero più vivaci.

Ero carina e per andare a scuola prendevo il tram, il n. 13 per l'esattezza passando una buona mezz'ora in mezzo a coetanei e coetanee schiamazzanti. Sguardi, sorrisi, piccole casuali toccatine….qualche amica dell'amico di….che mi veniva a dire che il tale mi amava, o meglio che al tale piacevo molto.

A me non piaceva nessuno. 
Dicevano parole strane, avevano una cadenza diversa dalla mia, mi sentivo straniera.
Poi cambiammo nuovamente casa. 
San Ruffillo, periferia di Bologna, vicino alle colline.
La mia casa era sulla piazzetta, proprio in angolo con la Chiesa e fu giocoforza frequentare cinema parrocchiale e Azione Cattolica.
E giocare in piazzetta, come allora si faceva.
Qualche ragazzino l'avevo adocchiato e mi adocchiava ma quello che per me è stato il primo amore, consapevolmente, l'ho conosciuto lì.
Come non lo ricordo….so che mi affacciavo alla finestra e lui faceva il giro della piazza fino a sfinirsi, poi trovava il coraggio di fermarsi, guardare in su (primo piano) e dirmi qualcosa, arrossendo. Mi portava anche dei giornalini, dopo che gli avevo comunicato quanto mi piacesse leggere Pecos Bill!!!
Poi le cose sono evolute: abbiamo camminato avanti e indietro, san Ruffillo/Frasca/Via del Pozzo a volte anche fino al Savena e ci siamo forse presi per mano…ci siamo guardati negli occhi e raccontati l'un l'altro. 
Nemmeno un bacio, a quei tempi non c'era fretta. I comuni amici mi dicevano che mi amava, che mi trovava la più bella del quartiere e le mie amiche senza dubbio gli dicevano che anche io lo amavo….Studiava per odontotecnico, ma poi ha aperto una ditta di confezioni, assieme a sua moglie.
Dopo…qualche flirt, qualche accenno d'amore…ma tutto, sempre, fatto solo di sguardi e di parole: Antonio detto Tonino, che però era innamorato di una mia amica, Gianni che mi veniva a prendere fuori dalla scuola e per primo ha tentato qualche approccio, Sandro, che abitava vicino alla casa che fu di Morandi (il pittore, non il cantante) in Via Fondazza. 
In quei tempi mi pareva normale essere desiderata e non desiderare….mi davo un po' di arie, sapevo di essere carina e non avevo ancora capito che è più importante essere simpatica, e intelligente. Se possibile colta. C'ho messo un po' a capirlo.