lunedì 2 ottobre 2017

#Scrivere di sè

Ho comperato un libro di cui non avevo nemmeno mai sentito parlare. Si intitola "Scrivere di sé" di André Gervais. Sottotitolo "per cambiarsi la vita".

Credevo di farlo tenendo questo Blog, ma lui intende altro: scrivere proprio di sé, della propria vita, di quegli episodi che ti hanno segnato e che hai nascosto in fondo al cuore e all'anima. Quelli che non racconti mai a nessuno, nemmeno a te stessa. Ferite dell'infanzia, cose di cui ti vergogni, ti sei pentita/o e se potessi tornare indietro non rifaresti (questo l'ho pensato io).

L'ho comprato per regalarlo, perché, mi ha detto il commesso della libreria, è terapeutico.
Poi, solo leggendo la sintesi nell'ultima di copertina, ho scoperto che forse prima di tutti è bene che lo legga io.
Subito un quesito a cui non ho saputo, se non per intuizione, rispondere: chi ha scelto il mio nome, babbo o mamma? Ecco…non lo so proprio anche se propendo per una scelta materna.
Nessuno degli antenati si chiamava Mariella, e credo neppure Maria. Il secondo e terzo nome sono più facili: Mariella Clelia Caterina Piera Luigia: Clelia la nonna materna, Caterina la nonna paterna…entrambe mancate prima della mia nascita, Pietro il nonno paterno, quello che nei miei ricordi è "il nonno" e al quale penso ancora ogni tanto, malgrado sia mancato che avevo circa cinque anni; Luigi il nonno materno, anche lui scomparso poco dopo la mia nascita.
Ma chissà se esiste ancora questa usanza di dare al nascituro più di un nome?
Ho appena iniziato a leggere, e già si affacciano alla mia mente velati, confusi ricordi di emozioni dimenticate. 
Scriverò, non necessariamente sul Blog (chissà cosa potrei ricordare…..) ma scriverò. Se sono ancora capace di scrivere con una penna su un pezzo di carta!
E, se la lettura e l'esercizio che propone mantengono le promesse saprò, finalmente, chi sono "davvero"!

Continua….

Caso...destino...sfortuna?

Strana la vita, la mia vita almeno.  Discontinua.  Una bella giornata precede quasi sempre una giornata faticosissima, i giovani direbbero...