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sabato 18 febbraio 2017

#mondo vecchio, mondo nuovo

Ieri un amico virtuale che si chiama Fabio scriveva su fb considerazioni su il "mondo vecchio" e il mondo di adesso. Intendendo per vecchio quello della sua gioventù.
Siccome scrive molto bene ed è un post pubblico, ritengo di poter usare parti di quanto ha scritto, per rispondergli:

"Me lo ricordo il mondo vecchio. Mi ricordo che anche a quel tempo esistevano i preti pedofili. Mi ricordo che il mondo era in conflitto. Mi ricordo che c'era un solo telegiornale. E mi ricordo che poi andavi dal giornalaio e approfondivi. Andavi dal fornaio che aveva fatto il pane. Andavi nel tuo bar. Inquinavamo di brutto perché avevamo macchine che andavano a diesel discutibili. Morivano le star. Ci facevamo una ragione più o meno di tutto perché appurata una notizia se ne prendeva atto, punto e basta.
Nel mondo vecchio sentivi le persone fischiettare. C'erano le lucciole. Beh, ci sono anche adesso ma non intendevo quelle. C'erano anche le farfalle.
Mi ricordo lavorassero più o meno tutti, nel mondo vecchio."

Fabio, le lucciole sono un rimpianto che ho anche io….ed è vero, adesso per trovarle bisogna andare in posti remoti e "puliti", ma per puliti intendo posti che non abbiano sentito ancora la puzza dei pesticidi. Peccato, era uno dei miracoli del creato vederle illuminarsi. Una volta, dalle parti di Prato vicino a un laghetto c'era una siepe che ne era piena, sembrava addobbata con le lucette di Natale.
Ma sto divagando.
Voglio regalarti qualche ricordo di un mondo vecchio più vecchio del tuo:
Io sono una vecchietta, nata nel 1940 quando c'era la guerra. Ho pochi ricordi, naturalmente, dei primi anni. Abitavo a Firenze, dove sono nata, con i miei genitori e un nonno….avevo un giardino, ero una bambina solare e felice e non ricordo episodi di guerra, se non che ogni tanto dovevamo correre in un "rifugio" quando suonavano le sirene….e quando passava un certo aeroplano la gente diceva che era "Pippo". Ma non sono nemmeno certa che sia del periodo fiorentino o di quello successivo, Livornese, questo ricordo. 
Primo ricordo chiaro e traumatico è che una notte, all'improvviso, siamo dovuti fuggire su un camion pieno di altra gente che piangeva, imprecava, urlava. Mia mamma, mio nonno ed io. Babbo non c'era.
Dopo ho saputo che i miei erano fascisti, che quella notte avevano impiccato Mussolini, che mio padre era dovuto scappare.
Andammo a vivere a Livorno, in una casa sinistrata e mezza bombardata. Niente gabinetto, niente vetri alle finestre, niente luce elettrica…Intorno macerie. L'acqua l'andavamo a prendere ad una fontana in strada,con un secchio. Erano 5 piani in discesa e sempre 5 in salita. Per la luce c'era qualche candela, i "bisognini" si facevano nel vaso e poi si gettavano dalla finestra sulle macerie sottostanti stando ben attenti che non lo stessero facendo anche al piano di sopra.
Dopo poco fui messa in collegio, un orfanotrofio, anche se orfana non ero. Avevo 5 anni.
La gente campava come poteva. Ricordo tanti mendicanti e tante persone senza gambe o braccia… ma sono flash, mentre ho vivido il ricordo, doloroso, del collegio.

Per stamattina smetto, ricordare riesce ancora a farmi star male. Ma se vuoi racconterò altro….

SEGUE