venerdì 11 marzo 2016

#ARTE #Atelier POZZATI

Ci voleva l'inaugurazione della mostra Atelier Pozzati per tornare a vedere Bologna. Cioè l'autostazione…ma mi è bastato!



Sono andata all'inaugurazione del grande maestro CONCETTO POZZATI e di alcuni suoi allievi che si sono fatti notare nel campo dell'arte perché ..tra gli allievi ci sono mio figlio e la sua compagna.
Pozzati è un grande, io non sono nessuno per giudicare l'artista, ma posso sicuramente affermare che come Maestro è unico.
Di solito gli allievi di Pinco o di Pallino hanno tutti lo stesso, riconoscibile, stile del loro maestro.
Gli allievi di Pozzati no. Lui ha insegnato all'Accademia di Belle Arti di Bologna e dalla sua "scuderia" sono usciti anche artisti di rilievo.
Ma nessuno di loro imita il Maestro, e nessuno di loro ha lo stesso stile degli altri. In poche parole, Pozzati è riuscito nel difficilissimo compito di far uscire da ognuno le sue specificità. Lo ammiro con tutta me stessa.
Lui stesso ha dichiarato:
Credendo di dover insegnare le differenze, a maggior ragione tra persone differenti, faccio galleggiare le diversità il più possibile, e quindi i conflitti – conflitti nel senso alto del termine. In quel momento sono loro stessi che si incrociano, che si giudicano. Tu insegni il linguaggio dell’arte, non insegni l’arte che è indicibile”
(Concetto Pozzati)
Il Maestro Concetto Pozzati e la Sua opera. foto "rubata" da internet

A esporre alcuni artisti che ho conosciuto ragazzi: Pierpaolo Campanini ed Eva Marisaldi, Alessandro Pessoli e Leonardo Pivi che non ho conosciuto ragazzo ma sono stata sua vicina a una cena…e abbiamo chiacchierato.
Tra il pubblico, numeroso, molti i volti conosciuti, uno per tutti Gino Gianuizzi che ha tenuto in piedi per tanto tempo la Galleria Neon.
A me poi è scoppiata una strana malattia/mania: mi sembrava di conoscere tutti, per fortuna ero abbarbicata al braccio di mio figlio che mi dice "quello è il tale" "quell'altro non lo conosci…" evitandomi figuracce.
Sono state due ore intense, finalmente, e dopo i lunghi interminabili pomeriggi in casa senza vedere nessuno nemmeno affacciandosi alla finestra, stare lì in mezzo alle opere d'arte e agli artisti mi ha fatto l'effetto di una bottiglia di vino: ero euforica e ciarliera e gasata al massimo!
Cito, perché mi è piaciuta molto, l' opera di Marco di Giovanni, che non conoscevo: un bidone arrugginito , inclinato e con un foro centrale guardando dentro il quale ..beh andate a vedere la mostra!
Presenti con diverse opere Cuoghi e Corsello: all'entrata uno dei loro "quadrupedi" cavalcato da SUF luminosa, poi una "I" bianca su fondo blu ricavata da logo FIAT, poi un tavolo sul quale, sottovetro, erano disposti disegni loro e di alcuni amici. Poi un dipinto su moquette che non avevo ancora visto poi….

Insomma mi è piaciuto e posso affermare

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