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mercoledì 4 novembre 2015

#qui e ora




Mi sono improvvisamente resa conto di avere 75 anni e passa, ma di averne vissuti 10… forse. 
La morte di una mia coetanea, le riflessioni sulla sua vita, mi hanno fatto capire che non avevo mai pensato a quanta vita era passata e a quanto poco l'avessi vissuta. 
Se per vissuti si intende vissuti veramente, con partecipazione, gustandoli e assaporando il momento. 
Nel bene e nel male.
Mi sono resa conto che forse domani non ci sarò e rimarranno sogni evanescenti come nuvole tutti i desideri, i sogni, le speranze. Con la consapevolezza di non poter certo rimediare a tutto questo, ma la speranza di poter usare meglio quello che della vita mi rimane, e cioè smetterla di gettare via malamente ore, giorni e mesi.
Mangiare due gallette e un po' di formaggio in piedi perché non ho voglia di cucinare per me sola, guardare il mondo… o quello che del mondo potrei intravedere, dalla finestra perché sono pigra.

 Non cercare una soluzione soddisfacente alla mia vita perché temo di restare ancora più sola.
Non frequentare nessuno, sfuggire….perché…non lo so il perché. Perché sono fondamentalmente asociale? Vivo come se fossi stata condannata "ai domiciliari".
Così oggi, che non ho impegni nonneschi, mi sono apparecchiata in soggiorno davanti alla tv, e ho "gustato" salmone affumicato e vino bianco, biologico; in un calice di cristallo. 
Evvai…mi è piaciuto!
E intanto riandavo col pensiero e coi ricordi a un giorno di tanti anni fa, una ventina, nel quale ho percepito, letteralmente, di star "vivendo l'attimo".
Mi è successo poche volte.
Ero al Lago di Meugliano, in Valchiusella, con un amico, Vittorio, e una giovane amica, Patrizia. 

Stavamo seguendo un corso di meditazione e spiritualità e difficilmente riuscivo a far combaciare la teoria con il vissuto.
Ma quel giorno, e non so dire il perché, ho sentito fortemente di essere lì, e in nessun altro posto. Fortemente. Intensamente.
Vittorio mi piaceva, uomo bellissimo e intelligente, ma non era lui la ragione. La presenza di Patrizia che avrebbe potuto esserci figlia, il tipo di esperienza che stavamo vivendo nel Corso lasciava mille miglia lontano il pensiero di storie sentimentali.
Il laghetto, il sole…non lo so, ma è stato fantastico. E breve.
Mi è successo poche altre volte di essere "qui e ora" e vorrei ricercare questa sensazione, che ancora al solo ricordare mi fa sentire serena.
Anche se questo fosse l'ultimo attimo della mia vita, lo sto vivendo… e vorrei che ogni attimo fosse così.
Consapevole.