domenica 18 marzo 2012

#prenderò un sonnifero

Ok, prenderò un sonnifero...

Che strana la vecchiaia! Mi addormento davanti alla TV (oddio non è che alla TV ci sia qualcosa che tiene svegli....) e poi, quando le trasmissioni finiscono ed è l'ora in cui si dovrebbe dormire mi sveglio!
Grumi di pensieri sconnessi e disordinati mi occupano la mente e per cercare di riordinarli sono venuta qui, al computer. 
Ma davanti allo schermo, come un tempo davanti ad un foglio bianco il cervello si riempie di nebbia.
Cosa non mi faceva dormire, poco fa? 
La politica, per cominciare, il disastro assoluto della politica italiana. 
Non ci capisco più niente, non so nemmeno più se vivo in uno stato democratico o no! 
Certo non ci sono state invasioni militari cruente, ma lentamente in questi ultimi anni, e velocemente in questi ultimi mesi tutto sta cambiando.
L'Italia non è più Stato sovrano, non abbiamo più una moneta, dobbiamo obbedire ai diktat di astratte entità "europee". Chi sono? Chi li ha eletti? A che titolo possono fare il bello o cattivo tempo nel mio Paese? 
E i politici rossi neri verdi bianchi che siano, che ci dovevano governare, guidare, amministrare di cosa si sono interessati? Di contare i soldi che ci hanno preso?
Ho settantadue anni (e un giorno), ho lavorato nei metalmeccanici, ho scioperato e manifestato, ho fatto gli scioperi a singhiozzo unica impiegata nella ditta a farlo, ho creduto che questo fosse servito a qualcosa, che si fossero acquisiti dei diritti (i diritti acquisiti!!! Che beffa) e adesso, in un batter di ciglia, tutto viene annullato, tradito.
Penso ai giovani per i quali abbiamo lottato e che ora si trovano sperduti, senza certezze e ai loro figli, i nipoti che ancora vanno a scuola che dovranno ricominciare daccapo a soffrire, indignarsi, lottare.

Poi però mi innervosisco un po' perché questi giovani si lasciano lavare il cervello dalla martellante disinformazione: Tv e giornali continuano a inculcare l'idea che sono poveri, che senza un lavoro "fisso" non ci sono sogni o speranze, addirittura che non ci si può più sposare o pensare ad avere figli.
Ma scherziamo? Il mondo sarebbe finito, vuoto, se per amare, procreare, sognare, servisse che la banca ti conceda un mutuo, o che si debba avere per forza un'auto o andare in pizzeria almeno una volta alla settimana.
I nostri genitori si sono sposati, e hanno fatto figli anche durante la guerra, e negli anni '60, gli anni della mia giovinezza pochi avevano un appartamento, un conto in banca, un'automobile. E non ci sentivamo poveri, avevamo sogni e speranze e coraggio.

E ancora, una cosa che mi fa arrabbiare è la pubblicità che televisione, radio, siti internet fanno al gioco. Si blatera, e credo si vero, che il gioco può diventare una dipendenza, una patologia. Si raccontano casi di persone che si sono rovinate col gioco, si comunicano percentuali che dimostrano che da quando l'Italia è in crisi calano tutti i consumi ma aumentano gli introiti del gioco...e poi si permette che venga pubblicizzato? Perché non fanno anche degli spot sull'estasi procurata dalla droga? (del tipo: drogati   con giudizio!!!)

E così via, un pensiero dopo l'altro confusamente e forse incoerentemente, delusa e indignata.

Prenderò un sonnifero!

#maturità "traccie" e Caproni

Secondo giorno d'estate, ma sembra di essere in Africa (esagerataaaaaa) comunque fa un vero gran caldo, aggravato dal tasso di umidità c...